Il Camerino dell’Angelo Nero

L’invito dell’angelo caduto

James abbassò la macchina fotografica quando le luci della passerella si spensero. Aveva immortalato decine di modelle quella sera, ma una sola gli era rimasta impressa sulla retina: Emily, l’angelo nero che aveva chiuso la sfilata. Il suo corsetto di pelle borchiato, le piume corvine che si estendevano dalla sua chioma come ali spezzate, e soprattutto quello sguardo… uno sguardo che aveva bucato l’obiettivo per arrivare dritto a lui.

“Scusi, lei è James Marchetti?” Una voce alle sue spalle lo fece voltare. Una ragazza dello staff, nervosa, stringeva un bigliettino tra le dita. “La signorina Emily la aspetta nel camerino 7. Ha detto che è importante.”

James sentì il polso accelerare. In quindici anni di fotografia di moda aveva ricevuto molti inviti, ma mai da una come lei. Attraversò i corridoi affollati del backstage, schivando truccatori e stilisti ancora euforici per il successo della serata. Il camerino 7 era in fondo al corridoio, lontano dal caos. Bussò con le nocche, incerto.

“Entra, James.” La voce di Emily filtrava attraverso la porta, vellutata e sicura. “E chiudi a chiave.”

Quando aprì, la trovò ancora vestita da angelo caduto. Si era solo tolta i tacchi vertiginosi, rimanendo scalza sui tappeti persiani che ricoprivano il pavimento del camerino di lusso. Le piume nere le incorniciavano il viso, conferendole un’aura selvaggia e regale insieme. Emily si voltò verso di lui con un sorriso che prometteva guai.

“Sapevo che avresti accettato il mio invito,” disse, avvicinandosi con passi felini. “Ti ho visto fotografarmi. Il modo in cui mi guardavi attraverso l’obiettivo… come se volessi divorarmi.”

James deglutì. “Emily, io…”

“Zitto.” Il comando fu dolce ma implacabile. Emily alzò un dito guantato di pelle nera, sfiorandogli le labbra. “Stasera non sei tu a decidere quando parlare. Hai capito?”

Il fotografo annuì, sentendo una scarica elettrica attraversargli la schiena. Emily sorrise, compiaciuta della sua immediata sottomissione.

Il gioco del controllo

“Bene. Allora possiamo iniziare.” Emily si diresse verso una poltrona di velluto rosso, sedendosi con la grazia di una regina sul trono. Le gambe accavallate, il corsetto che enfatizzava ogni curva, lo sguardo magnetico che non lo mollava un istante. “Spogliati. Lentamente.”

James esitò per un secondo, poi iniziò a sbottonarsi la camicia. Le dita gli tremavano leggermente sotto lo sguardo scrutatore di lei. Emily osservava ogni suo movimento come un felino che studia la preda, la lingua che le bagnava le labbra rosse.

“Più lento,” comandò quando lui iniziò a slacciarsi la cintura. “Voglio gustarmelo, questo spettacolo.”

Il fotografo rallentò i gesti, sentendo il calore salirgli alle guance. Non era abituato a essere osservato così, lui che passava la vita dietro l’obiettivo. Quando fu completamente nudo, Emily si alzò e gli girò intorno, studiandolo da ogni angolazione.

“Mmm, non male per un voyeur di professione,” mormorò, sfiorandogli la schiena con le unghie attraverso i guanti. “Ma ora voglio vedere se sai essere bravo anche dall’altra parte dell’obiettivo.”

Si fermò davanti a lui, così vicina che James poteva sentire il suo profumo di vaniglia e cuoio. Emily alzò le mani verso il collare borchiato che le cingeva il collo, slacciandolo con gesti studiati.

“Inginocchiati,” sussurrò, facendo scorrere il collare tra le dita. “E porgi i polsi.”

James obbedì senza esitare, eccitato da quella inversione di ruoli. Emily gli cinse i polsi con il collare di pelle, stringendo quanto bastava per fargli sentire la pressione delle borchie metalliche sulla pelle. Poi si sedette di nuovo, allargando leggermente le gambe sotto la gonna di pelle.

“Ora vieni qui,” disse, indicando lo spazio tra le sue cosce. “E fammi vedere quanto sei bravo con quella lingua.”

La resa dell’obiettivo

James si avvicinò carponi, il cuore che batteva all’impazzata. Emily sollevò la gonna, rivelando che non indossava nulla sotto. La sua intimità era completamente rasata, le labbra già umide di eccitazione. Il fotografo alzò lo sguardo verso di lei, cercando conferma.

“Che aspetti?” Emily gli afferrò i capelli, guidando la sua testa verso di sé. “Leccami come se la tua vita dipendesse da questo.”

James affondò la lingua tra le sue pieghe, assaporando il gusto salato della sua eccitazione. Emily gemette, stringendo la presa sui suoi capelli. Il collare ai polsi gli impediva di usare le mani, costringendolo a concentrarsi solo sulla bocca e sulla lingua.

“Così… brava la mia piccola puttana,” sussurrava Emily, muovendo i fianchi contro il suo viso. “Ti piace essere il mio giocattolo, vero?”

James mugolò un assenso contro la sua carne, perdendosi nel ritmo che lei gli imponeva. Emily tirò più forte i suoi capelli, spingendolo più in profondità, usando la sua bocca per il proprio piacere senza pietà.

“Adesso basta,” disse improvvisamente, spingendolo indietro. “Voglio quel cazzo nella mia bocca. Alzati.”

James si rialzò a fatica, le ginocchia doloranti per la posizione. Il suo membro era durissimo, gonfio di desiderio. Emily lo afferrò alla base, stringendo forte.

“Impressionante,” mormorò, facendo scorrere la lingua lungo tutta la lunghezza. “Ora scopami la bocca. E non osare venire finché non te lo ordino io.”

Si inginocchiò davanti a lui, aprendo le labbra. James iniziò a muoversi lentamente, ma Emily scosse la testa.

“Ho detto scopami la bocca, non fare l’amore. Più forte.”

Il fotografo iniziò a spingere con più vigore, sentendo la gola di lei che lo accoglieva completamente. Emily lo guardava negli occhi mentre lui la penetrava, le lacrime che le rigavano il trucco senza che lei smettesse mai di fissarlo. Ogni tanto si staccava per respirare, lasciando lunghi fili di saliva che collegavano le sue labbra al suo membro.

“Brava la mia troia,” ansimò James, perdendo il controllo. “Ti piace essere usata così?”

Emily sorrise, poi lo schiaffeggiò forte. Il rumore risuonò nel camerino.

“Chi ti ha dato il permesso di parlare?” sibila, afferrandolo di nuovo per i capelli. “Torna qui e finisci quello che hai iniziato.”

L’esplosione finale

James riprese a muoversi nella sua bocca, sentendo la tensione crescere inesorabilmente. Emily alternava succhi profondi a morsi leggeri, portandolo sull’orlo del precipizio per poi rallentare, controllandolo completamente.

“Per favore,” gemette lui, “lasciami venire…”

“Dove?” chiese lei, staccandosi per un istante. “Dove vuoi venire, la mia piccola puttana?”

“Nella tua bocca… ti prego…”

Emily sorrise, poi riprese a succhiarlo con rinnovato vigore. Quando sentì che stava per esplodere, non si fermò. James venne con un grido soffocato, versando tutto il suo seme nella gola di lei. Emily inghiottì ogni goccia, continuando a succhiare fino a quando lui non fu completamente vuoto.

Si alzò lentamente, leccandosi le labbra con soddisfazione. Poi si avvicinò e lo baciò profondamente, facendogli assaporare il proprio sapore.

“Bene,” sussurrò contro le sue labbra. “Ora che abbiamo stabilito chi comanda qui, possiamo iniziare davvero a divertirci.”

James la guardò, ancora ansimante, rendendosi conto che quella era stata solo l’apertura. Emily raccolse il collare da terra, facendolo roteare intorno al dito con aria pensierosa.

“La prossima volta,” disse con un sorriso predatorio, “porterò anche le manette. E forse una frusta. Ti piacerebbe, vero?”

James annuì, sapendo di essere completamente in suo potere. E per la prima volta in vita sua, gli piaceva essere dall’altra parte dell’obiettivo.

Scritto da

Clara Bellini
Clara Bellini
Clara Bellini, nata il 12 febbraio 1978 sotto il segno dell'Acquario, è un'autrice milanese di racconti per adulti che ha saputo trasformare la sua passione per la scrittura in una carriera di successo. Clara è sempre stata una sognatrice, caratteristica tipica del suo segno zodiacale, che l'ha spinta a esplorare i limiti della creatività e della libertà personale. La sua capacità di pensare fuori dagli schemi si riflette nei suoi racconti, che combinano elementi di erotismo con una profonda introspezione psicologica. Dopo aver conseguito....

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